
VINI PER BRUNCH
IL BRUNCH ERA UNA COLAZIONE RINFORZATA DA FINE MATTINA DOMENICALE MA OGGI E’ SOPRATTUTTO UN PASTO VELOCE DA GIORNO LAVORATIVO CHE, A VOLTE, COMPRENDE IL VINO

Brunch Checchi Caffè e Bakery Brescia
di Donatella Cinelli Colombini #winedestination
Brunch la parola unisce breakfast e lunch perché inizialmente indicava la colazione domenicale consumata tardissimo e congiunta con il pranzo per cui mescolava i cibi tradizionali del primo pasto della giornata con quelli di mezzogiorno: uova, croissant, sandwich, succhi, caffè …. La servivano nelle battute di caccia o nelle villeggiature.
Poi la parola brunch ha iniziato a indicare un pranzo leggero, spesso veloce, che interrompe il lavoro d’ufficio e viene consumato con i colleghi.
IL BRUNCH MODERNO CHE INTERROMPE LA GIORNATA IN UFFICIO
In Italia ha una sua versione a base di pasta, taglieri di formaggi e salumi oppure insalatone molto ricche. Rimane qualcosa di semplice e sempre meno abbondante di un pasto vero e proprio. Qualche esempio illustre: la storica gastronomia Peck, nella nuova sede di City Life a Milano, propone le migliori bottiglie di Donnafugata accompagnate da specialità alimentari siciliane. Il pluripremiato chef Massimo Bottura, a Casa Maria Luigia, propone “Tòla Dòlza” a base di focaccia appena sfornata con erbette da accompagnare a ricotta al forno e miele, e poi chips di zucca, polpette di seppie, granchi e capesante che prendono la forma di cozze….
Nella stragrande maggioranza dei casi il brunch non comprende vino per non avere sonnolenza alla ripresa del lavoro. Tuttavia un buon calice può mettere allegria e creatività nella seconda parte della giornata.
I VINI PER IL BRUNCH
Per il brunch dei giorni lavorativi eviterei le bollicine anche se la loro versatilità le rede più adatte a pasti con sapori diversi e anche dolci. Purtroppo l’anidride carbonica porta velocemente l’alcol nel sangue e quindi facilità la sonnolenza. Per la stessa ragione sconsiglio i vini molto alcolici.
Entrambi, tuttavia, sono da bere nei brunch dei giorni festivi. In quelle occasioni è possibile anche concedersi qualche sorso in più, mentre durante la settimana, bisogna limitarsi a un solo piccolo calice per rendere più piacevole il pasto.
Sono adatti i vini bianchi fruttati e freschi, vanno bene anche le tipologie con una certa morbidezza come il Riesling o il Pinot Gris, così come i macerati soprattutto in abbinamento con piatti di carne.
IL BRUNCH PER CHI LAVORA IN UFFICIO E IL BRUNCH PER I TURSITI
Per chi intende il brunch come una via di mezzo fra la colazione e il pranzo a base di cibi come lo yogurt bowl, cioè una coppa di yogurt arricchita da banana mandorle e miele, l’abbinamento con il vino è davvero audace e dovrebbe riguardare bianchi aromatici come il Gewürztraminer. Anche i rosati più morbidi sono adatti ad accompagnare il brunch. Mentre i vini rossi fanno più fatica e la scelta si limita a tipologie molto accattivanti: come il lambrusco in abbinamento con la toscana panzanella consigliato da Cubafoodla
C’è una grande differenza fra i locali che propongono “brunch per residenti” e quelli del “brunch per turisti”. Per capirlo basta aprire il sito di Checchi a Brescia che offre esperienze golose e rigenerati per spezzare la giornata d’ufficio. Cercando su Tripadvisor ho trovato varie proposte di brunch per turisti soprattutto in Veneto (4 fra le prime 9 inserzioni) ma anche in Sicilia di cui una in cantina. Si tratta di merendoni, preparati in locali con forno ma senza cucina e composti da panini, crostoni, salumi con verdure, pasta o lasagne da scaldare e dolci. Raramente questa proposta prevede l’abbinamento con il vino ma si tratta sempre di bottiglie “primo pezzo”.