
LA TOSCANA DEI BORGHI
DONATELLA CINELLI COLOMBINI FIRMA UNO DEI PEZZI INTRODUTTIVI ALLA NUOVA GUIDA DI REPUBBLICA AI BORGHI TOSCANI E SPIEGA IL PERCHE’ DELLA LORO ECCEZIONALITA’

Montalcino-Uno dei borghi più belli della Toscana
di Donatella Cinelli Colombini #winedestination
Toscana terra di campanili orgogliosamente diversi e orgogliosamente attaccati al loro nobile passato.
In Toscana la percentuale di popolazione che vive nei borghi è maggiore che altrove. Circostanza questa che gli economisti e molti amministratori locali non apprezzano perché la produzione di ricchezza è più alta nelle città mentre i costi dei servizi, come istruzione, trasporto pubblico, sanità … sono più sostenibili negli insediamenti grandi.
Tuttavia la bellezza dei paesi toscani e della campagna che li circonda è talmente alta che viverci viene ritenuto un privilegio. La qualità della vita nei borghi comprende anche i ritmi di vita più lenti, l’alimentazione più sana e soprattutto l’appartenenza a una certa comunità con il suo tessuto di relazioni sociali e di sostegno reciproco.
In Toscana la densità di piccole città d’arte è impressionante. Un carattere che si origina da peso della cultura nel governo toscano e dal mecenatismo che è continuato dal medioevo fino al 1860 ed ha arricchito le città e i paesi di capolavori d’arte meravigliosi. Un patrimonio diffuso che si è conservato intatto nel tempo. Questa circostanza richiede una riflessione sugli effetti della crisi demografica degli anni sessanta del Novecento e dal successivo boom turistico.
LO SPOPOLAMENTO DELLA TOSCANA DEGLI ANNI SESSANTA
Lo spopolamento causato dalla fuga dalle campagne nel periodo del miracolo italiano, quando grandi quote di popolazione rurale si spostarono nei centri industriali, in Toscana ebbe effetti superiori che altrove. Ricordate la canzone del 1971 <<Paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato, la noia, l’abbandono, il niente son la tua malattia, paese mio ti lascio, io vado via »? Questo paese è Cortona in provincia di Arezzo e il testo rappresenta fedelmente il sentimento di chi partiva verso le luci delle città industriali. La campagna toscana si ripopolò di famiglie sarde, marchigiane, siciliane … attratte dalla prospettiva di compare terra e case a prezzi molto più bassi rispetto alla loro zona di origine. Un’opportunità, che insieme alla bellezza dei luoghi pieni di capolavori d’arte e privi di fabbriche, fu l’innesco della rinascita trainata dai residenti stranieri e dal turismo.
ALLA FINE DEL NOVECENTO LA CAMPAGNA TOSCANA DIVENTA IL LUOGO DOVE OGNI MILIONARIO VORREBBE AVERE UNA VILLA
Rimaniamo a Cortona e andiamo avanti di 25 anni per trovare il libro “Under the Tuscan Sun: At Home in Italy” della scrittrice americana Frances Mayes che ebbe un successo mondiale e anche una versione cinematografica, nel 2003. Sotto il sole della Toscana racconta la vita di uno straniero, nei piccoli borghi ed è lo specchio di una nuova moda: avere una villa in Toscana. Un’aspirazione che è diventata progressivamente sempre più costosa fino a popolare le campagne di milionari di ogni parte del mondo. Chi non può abitarci va almeno a vedere questi territori dove spesso, al bar, è possibile incontrare celebrità, e dove la lingua inglese è parlata quasi quanto l’italiano. Ed ecco crescere il turismo e l’escursionismo che fa da motore al recupero e ripristino dei centri torici e dei casali. Restauri conservativi che hanno reso bellissimi i borghi toscani e le colline intorno insieme a un turismo che ha creato opportunità di lavoro e sviluppo economico. Fenomeni positivi che, tuttavia, a questo punto andrebbero limitati. Infatti il rapporto fra residenti e visitatori sta cominciando a diventare sfavorevole soprattutto in Chianti e in Val d’Orcia dove piccoli paesi quasi raddoppiano la loro popolazione per effetto dei viaggiatori. E il turismo, purtroppo, a grandi, dosi fa male perché distrugge l’autenticità dei luoghi e la diversità che li rende unici. Una diversità che è composta da cibi tipici, tradizioni e soprattutto da uno stile di vita molto particolare.
LO STILE DI VITA DEI BORGHI
In un paese non si è mai soli come in città, dove i rapporti fra i vicini di casa posso essere inesistenti. Un sentimento che ha i suoi pro e i suoi contro nel senso che fa sentire ciascuno partecipe delle decisioni collettive e supportato nella malattia e nella vecchiaia, ma contemporaneamente espone a un controllo sociale molto superiore a quello dei social media sulle celebrità. In altre parole ogni vicenda personale viene conosciuta e commentata dai compaesani e spesso con un istinto più dispettoso del dovuto. E’ infatti ben nota la lingua tagliente dei “maledetti toscani”. Ma facendo spallucce e rendendo pan per focaccia è possibile gestire la sovrabbondanza verbale dei compaesani che hanno come principale svago quello di passeggiare o andare al bar con gli amici commentando gli affari altrui. Alla fine può risultare persino divertente sapere e commentare tutto di tutti “dal vivo” e non attraverso i social media. Questo non significa che nei paesi toscani i social media manchino, ci sono come dovunque, ma i commenti a caldo sono più divertenti. Provate per credere!
OGNI BORGO TOSCANO HA LE SUE RICETTE
L’orgoglio di appartenenza, che fa rimanere i toscani legatissimi alle loro tradizioni e l’azione dell’Amministrazione Regionale sulle DOC-DOCG, DOP-IGP oltre che sui Presidi Slow Food hanno salvaguardato la biodiversità toscana fino a mantenere piante, vini, preparazioni alimentari come salumi e formaggi, oltre che ricette diversi in ogni borgo.
BORGHI PIENI DI CAPOLAVORI
Trasformarsi da turisti in viaggiatori significa avere il piacere della scoperta. Quel “vagabonding” che il Toscana fa scoprire capolavori d’arte, paesaggi mozzafiato in ogni piccolo borgo