COME OVER OCTOBER CONTRO LE CAMPAGNE ANTI ALCOL

Come over october

COME OVER OCTOBER CONTRO LE CAMPAGNE ANTI ALCOL

COMINCIANO LE REAZIONI AL NEO PROIBIZIONISMO CHE SI ESPRIME IN NORME GOVERNATIVE O IL SOBER OCTOBER. PER ESEMPIO COME OVER OCTOBER CIOE’ BEVI IN COMPAGNIA

DI Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

La cosa che colpisce è l’apparente incapacità di imparare dai propri errori. Il proibizionismo, dal 1920 al 1933, aveva per scopo la moralizzazione della società e l’aumento della capacità produttiva. La teoria dei fondamentalisti era che, arrestando chi beveva, ci sarebbero state meno vittime dell’alcol e dei crimini correlati. Il risultato fu l’esatto opposto: il consumo di alcolici continuò ma i prezzi aumentarono di dieci volte. Al Capone, fu il più importante boss del traffico di alcolici e la criminalità arrivò a livelli mai visti prima con sparatorie per le strade. La polizia fu sistematicamente corrotta dai miliardi di dollari generati dal mercato nero degli alcolici. Nel 1920, a New York erano presenti 32 mila Speak-easy, contro i soli 15 mila bar legittimi di prima della proibizione.

113 MEMBRI DEL CONGRESSO DICONO NO ALLO STUDIO SUL CONSUMO DELLE BEVANDE ALCOLICHE

Passa un secolo ed ecco una nuova crociata. In questo caso il proibizionismo poggia su ragioni sanitarie, ma anche questa volta i sostenitori del NO alcol hanno posizioni così rigide da risultare controproducenti. All’apparenza, infatti, gli effetti delle campagne antialcoliche sono andate a colpire soprattutto il vino che, fra tutte le bevande alcoliche, è l’unica con effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio e nervoso. Le ricerche hanno infatti dimostrato che le attese di vita dei bevitori moderati di vino sono nettamente più lunghe degli astemi e dei forti bevitori.
Per questo 113 membri del Congresso USA hanno chiesto al Governo di stoppare lo studio, sul consumo di bevande alcoliche affidato allo Interagency Coordinating Committee for the Prevention of Underage Drinking (Iccpud), giudicando le sue procedure discutibili. Infatti stupisce che tra i membri del Committee non ci sia uno specialista in materia cardiovascolare, mentre ci siano persone come il professor Tim Naimi, forte sostenitore della politica dello “zero alcol” cioè con idee preconcette.
Ovviamente le azioni politiche hanno un enorme peso ma anche le iniziative di chi agisce sull’opinione pubblica sono fondamentali.

ASTEMI TRISTI O COMPAGNONI MODERATI BEVITORI? QUESTO E’ IL DILEMMA

Di questo tipo è la mobilitazione ideata dalla wine writer Karen MacNeil in contrapposizione al Sober october. Si chiama Come over october ed è un invito a bere in compagnia.
Il mese di astinenza dall’alcol ha fatto breccia nel mondo anglosassone e persino un mio amico piccolo banchiere londinese racconta di molti suoi colleghi che lo praticano.

COME OVER OCTOBER PER BERE IN COMPAGNIA

Come over october promuove la natura conviviale del vino, suggerisce ai consumatori a invitare amici, parenti e vicini per stare insieme davanti a un bicchiere di vino. Promuove quindi uno stile di consumo moderato ma “compagnone”.
E’ stata ideata dalla wine writer Karen MacNeil, insieme a due esperti di marketing, Kimberly Noelle Charles e Gino Colangelo. In poco tempo la campagna è diventata virale con oltre un milione di impression e adesioni.
«La nostra missione è quella di incoraggiare le persone a invitare familiari e amici, nuovi e vecchi, a riunirsi durante il mese di ottobre per condividere vino e amicizia. Crediamo che attraverso il semplice atto di condividere il vino, condividiamo altre cose che contano: la generosità, la cura e la convinzione che stare insieme sia una parte essenziale della felicità umana» è scritto nel Gambero Rosso da cui ho tratto la notizia.  Tra le wine challenge citate dalla campagna Come over october per spiegarne la propria filosofa c’è anche quella lanciata dal ristorante di Verona – Il Condominio – che ha offerto una bottiglia di vino gratuita ai clienti che rinunciavano ai loro telefoni per tutto il pasto, preferendo la conversazione a tavola alle interazioni virtuali.