
CHAMPAGNE PIÙ AMBIENTALISTA SENZA CAPSULA
FRA I PRODUTTORI DI CHAMPAGNE C’È DISCORDIA SULL’UTILIZZO DEL “CAPSULONE” DI ALLUMINIO E DELLA GABBIETTA CHE GLI ECOLOGISTI VORREBBERO SOSTITUIRE CON CARTA O CERA

capsulone dello Champagne messo in discussione dai vigneron attenti all’ambente
di Donatella Cinelli Colombini #winedestination
La discussione riguarda l’obbligo di mettere il “capsulone” cioè il lungo involucro di alluminio che copre il tappo a funghetto e la gabbia metallica che lo tiene fermo.
L’UE TOGLIE L’OBBLIGO DEL CAPSULONE E IL SINDACATO DELLO CHAMPAGE LO RIMETTE
Il regolamento UE entrato in vigore circa un anno fa, dice che il “capsulone” non è obbligatorio e può essere sostituito da un nastro di carta o da cera. Tali alternative sono molto più sostenibili e meno costose del metallo.
Nel dicembre scorso il “Syndicat Général des Vignerons de Champagne” (SGV), che rappresenta 16.000 produttori di vigneti e cantine ha deciso di mantenere l’obbligo del “capsulone” precisando che può essere fatto in alluminio, plastica o carta. La decisione veniva spiegata con la necessità di preservare l’immagine dello Champagne che ha un packaging distintivo di cui fa parte anche la chiusura. In pratica gli elementi in favore del “capsulone” sarebbero: l’immagine distintiva delle bottiglie, il loro prestigio, l’identità e l’igiene.
Contro queste opinioni si è schierato il gruppo “Ça décoiffe en Champagne” che riunisce i produttori biologici di questa denominazione e i 400 vignaioli indipendenti.
IL PACKAGING DELLO CHAMPAGNE APPESANTISCE LA SUA IMPRONTA ECOLOGICA
In effetti il problema del “capsulone” non riguarda solo lo Champagne ma anche lo spumante e in generale tantissimi vini effervescenti di tutto il mondo. L’impronta carbonica dello Champagne, come emergeva da uno studio condotto qualche anno fa proprio a cura del Sindacato, dipende soprattutto dal packaging e dai trasporti. La confezione ha il suo elemento più critico nel peso delle bottiglie perché la produzione di ogni chilogrammo di vetro equivale all’emissione di 2,7 chilogrammi di CO2.
La battaglia per il “vetro leggero” è portata avanti dai produttori più attenti all’ambiente in tutto il mondo e riguarda le bottiglie di peso superiore ai 500g per i vini fermi e sopra gli 830g per gli spumanti. Come è facile capire anche da questi due numeri il packaging degli sparkling wines ha un impatto ambientale piuttosto pesante. Ecco perché anche il “capsulone” diventa un problema.